Android cresce ancora e afferma la propria leadership negli Stati Uniti per quanto riguarda il mercato degli smartphone. Le ultime statistiche diffuse da NPD Group mettono in evidenza l’andamento dei sistemi operativi mobile oltreoceano, con un aumento significativo nel numero di telefoni Android venduti nel corso del trimestre Q1 2012.
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Se iPad è il leader del mercato tablet in generale, Kindle Fire è oggi il re incontrastato dei tablet Android: il prodotto economico di Amazon ha infatti scalzato nettamente nella classifica i dispositivi di Samsung e quelli degli altri concorrenti, conquistando più della metà del mercato USA.
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“How clean is your cloud?” (in italiano “Quanto è pulita la tua nuvola?”) è il nome del nuovo rapporto pubblicato da Greenpeace in merito alle tecnologie cloud. L’organizzazione ambientalista ha analizzato i dati relativi all’energia impiegata da alcuni big del settore tecnologico per l’alimentazione dei server attraverso i quali ogni giorno gli utenti interagiscono con email, SMS, file e altre forme di comunicazione, stilando una classifica delle realtà più sensibili alle problematiche ambientali: promossa Google.
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Google ha diffuso i risultati finanziari del primo trimestre 2012, che si è concluso per il gruppo con ricavi pari a 10,65 miliardi di dollari, segnando una crescita del 24% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno fiscale. L’utile netto è invece di 2,89 miliardi di dollari, incrementato a sua volta di 61 punti percentuali. Al contempo, sono giunte novità sul fronte borsistico.
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Android batte iPhone ed è il dominatore assoluto del mercato cinese. Analysys International, società specializzata in statistiche di mercato con sede a Pechino, fa sapere che il sistema operativo mobile di Google ha rappresentato alla fine del 2011 il 68% del mercato di smartphone locale, per una crescita netta del 33% nel giro degli ultimi nove mesi. Con una popolazione composta da 1,3 miliardi di persone, tra le quali 988 milioni sono utilizzatori di un terminale mobile, la Cina costituisce ad oggi il mercato di telefoni più vasto al mondo.
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Cosa lega le ricerche che tutti noi effettuiamo quotidianamente su Google con lo stato dell’economia di un paese? Apparentemente nulla, ma stando a quanto rivelato dall’analisi pubblicata dai ricercatori dell’Università College di Londra sulle pagine della rivista Scientific Reports un nesso c’è, e dimostrerebbe come l’andamento delle casse pubbliche influirebbe in modo tangibile sulle modalità di navigazione degli internauti.
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Android rappresenta, ad oggi, un universo in continua espansione. È dei giorni scorsi la notizia che il sistema operativo ha conquistato la metà del pubblico statunitense, con un market share giunto al 50,1% a discapito della concorrenza. A parlare del successo per la piattaforma di Mountain View è Larry Page, CEO di Google, con un intervento in cui si concentra l’attenzione sulle principali attività che riguardano l’azienda.
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Le vendite degli smartphone Android negli Stati Uniti hanno superato la soglia del 50%, esattamente il 50,1%, una percentuale in crescita di 3,2 punti rispetto a quanto evidenziato a novembre 2011. I dati vengono forniti da comScore che ha analizzato il mercato USA registrando in tal modo le preferenze dei consumatori fino al mese di febbraio 2012.
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Android 4.0 Ice Cream Sandwich continua a diffondersi tra i dispositivi equipaggiati con il sistema operativo mobile di Google. La piattaforma ha raggiunto, stando alle informazioni rilasciate da Android Developers, una quota pari al 2,9% dei device in totale. Un processo lento ma costante, quello che porta la più recente versione della piattaforma nelle mani degli utenti.
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Google punta in maniera massiccia su marketing e pubblicità. Il cambiamento delle strategie di Mountain View è già in atto e lo dimostrano i dati relativi al 2011: lo scorso anno, il colosso dei motori di ricerca ha infatti speso oltre 213 milioni di dollari solo negli Stati Uniti per la promozione dei propri servizi, il quadruplo rispetto quanto venne investito nel 2010, quando la cifra ammontava a circa 56 milioni di dollari. Una novità necessaria forse, come sostiene David Cohen, capo addetto stampa di Universal McCann.
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