Non capita tutti i giorni che il numero uno di un’azienda ammetta le difficoltà del proprio gruppo affermando senza mezzi termini come la concorrenza sia riuscita a segnare un certo vantaggio, ma è proprio questo fatto dal CEO di Nokia Stephen Elop.
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A breve Motorola presenterà sul mercato inglese il nuovo smartphone Motoroi, già visto all’inizio dell’anno in Corea. La notizia che la presentazione europea anticiperà quella statunitense è trapelata da uno dei manager della filiale di Taiwan. Il modello XT720 monterà il sistema operativo Android 2.1, confermando la collaborazione tra la casa statunitense e Google.
Si tratta di uno smartphone tecnologicamente avanzato con una fotocamera da 8 Megapixel e registrazione di filmati in alta definizione, display touch screen da 3,7 pollici con risoluzione 480×854 con interfaccia Motoblur. La memoria in dotazione potrebbe essere di 8 GB ma il dato è ancora da confermare. Le connessioni disponibili sono HSDPA, WiFi, Bluetooth, Gps e un’uscita HDMI per il collegamento con la TV. Il touchscreen non darà spazio alla tastiera QWERTY fisica seguendo la tendenza del mercato. Rispetto al modello coreano, quello europeo non avrà il sintonizzatore TV.
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Il colosso finlandese Nokia ha comunicato di aver raggiunto l’accordo per l’acquisizione di Novarra, azienda specializzata nella produzione di software e servizi nonché produttrice di Vision Mobile Browser, interessante software per la navigazione in mobilità.
L’acquisizione di Novarra, le cui cifre non sono state comunicate, dovrebbe essere portata a conclusione entro la metà dell’anno, per poi far arrivare i primi risultati tangibili, sui prodotti e i servizi futuri del gruppo finlandese, entro la fine del 2010.
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Pochi giorni fa il Wall Street Journal ha pubblicato un’intervista in cui il co-CEO Sanjay Jha ha ammesso un’apertura di Motorola al nuovo sistema operativo Windows Phone 7.
Nell’intervista, su una precisa domanda circa la possibile adozione di Windows Phone 7, Jha ha rivelato “È una possibilità concreta… Credo ci sia bisogno di diversità nel nostro “portfolio”. La rivelazione ha un peso notevole, considerando che fu proprio Sanjay Jha ad escludere Windows Mobile per salvare la compagnia.
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Gli utenti che recentemente hanno acquistato il Nexus One alla cifra di 379$, quindi in abbinamento con un contratto T-Mobile, avranno diritto ad un rimborso di 100$. Le prime email di Google hanno cominciato ad arrivare ieri e alcuni possessori hanno immediatamente reso partecipe la comunità di Internet dell’evento.
L’abbassamento del prezzo sarebbe la risposta alle critiche riguardanti un prezzo troppo elevato dell’N1 acquistato con contratto T-Mobile, postate sul forum di supporto ufficiale dei dispositivi Android.
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Il lancio di Google Nexus One è stato uno degli eventi dell’anno per quanto riguarda la telefonia mobile. L’attesa, assieme all’uso sapiente di brevi spot pubblicitari durante le feste, hanno creato la sensazione di un prodotto rivoluzionario in grado di spodestare l’iPhone dalla lista degli oggetti più desiderati dai geek di tutto il mondo. Tuttavia i dati delle vendite nella prima settimana di commercializzazione non sembrerebbero essere così entusiasmanti.
Flurry, che distribuisce software destinati agli sviluppatori per l’analisi del mercato di applicazioni mobile, ha rilevato i dati delle vendite dei più attesi telefonini degli ultimi tempi, tra cui myTouch 3G, Droid, l’immancabile iPhone 3G S e ovviamente il Google Nexus One.
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Il produttore di cellulare Nokia ha avviato un programma per la sostituzione di alcuni caricabatterie difettosi. L’azienda finlandese ritirerà dal mercato qualcosa come 14 milioni di caricabatterie difettosi fabbricati dall’azienda cinese Byd (di cui qualche migliaio venduto in Italia).
I modelli interessati sono AC-3U e AC-3E (prodotti da BYD tra il 15 giugno 2009 e il 9 agosto 2009) e il modello AC-4U (prodotto tra il 13 aprile 2009 e il 25 ottobre 2009). Di questi solo il modello AC-3E è stato venduto in Europa, mentre gli altri due rispettivamente in Nordamerica e Sudamerica.
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Anche il gigante Nokia deve fare i conti con la crisi economica che imperversa nel mondo da oltre un anno. Il produttore finlandese vede i conti sempre più in rosso, e di conseguenza c’è una riorganizzazione generale che interessa anche la joint venture Nokia Siemens Network.
Per fronteggiare la crisi si sta facendo ricorso ad un piano strategico di ristrutturazione che prevede cessioni di immobili aziendali, ristrutturazione delle unità di business interne, ma soprattutto un taglio di circa 5.800 lavoratori, circa il 9% della forza lavoro complessiva che ammonta a 64mila persone nei vari stabilimenti sparsi nel mondo.
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Debutto negativo per l’iPhone in Cina. Ad una settimana dall’atteso lancio del melafonino in terra d’oriente, “China Unicom” ha comunicato di averne vendute solo 5.000 unità. Un risultato che sarebbe già sconfortante in un paese come l’Italia o la Francia, ma che in un paese con un miliardo di abitanti assume aspetti preoccupanti.
I motivi di questo flop vanno ricercati innanzitutto nel prezzo: 4.999 Yuan, che equivalgono a qualcosa come 730 dollari, decisamente troppi per la versione base. Non va certo meglio per la versione da 32 GB che tocca i 1500 dollari. A questo si aggiunge che la versione dell’iPhone venduto in Cina non dispone di connettività WiFi, per espressa norma del Governo cinese che lo vietava (fino a maggio scorso) a favore di un altro standard.
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Delle alterne vicende della Motorola ce ne occupiamo da molto tempo e, da circa due anni, abbiamo seguito tutti i mutevoli eventi che davano l’azienda statunitense quasi sull’orlo del fallimento. Lo si notava da scelte di marketing sbagliate, dal fatto che non uscivano nuovi modelli da mesi e da divergenze a livello dirigenziale (tutti ricorderanno gli episodi legati a Carl Icahn e Zander).
Nel mercato dei produttori di device, Motorola aveva subito un vero e proprio tracollo, superata da LG e Samsung, tanto che molti la davano ormai per spacciata. Poi c’è stato il punto di svolta nell’integrare nei propri cellulari il nuovo sistema operativo Android e alcuni cambi a livello di dirigenza e di strategie di marketing. E questi risultati si sono materializzati nel terzo trimestre 2009 che vede utili per 12 milioni di dollari.
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